☎ 351.51.64.843 – 320.040.62.98 – ✉ info@fisiocorsi.it

Fibrolisi Miofasciale Diacutanea

Fibrolisi Miofasciale Diacutanea

Cos’è la fibrolisi diacutanea? Si parla anche di “fibrolisi mio-aponeurotica” o di “Ekman Therapie”, presa dal nome del fisioterapista svedese che ha lavorato con il Dr. Cyriax. Kurt Ekman capì rapidamente i limiti del lavoro manuale del MTP e inventò dei modelli di ganci, detti miofibrolisori.

Questi ganci consentono di raggiungere con precisione le strutture anatomiche ed esplorare i piani di scivolamento. L’obiettivo della tecnica sarà togliere le aderenze attraverso la fibrolisi diacutanea, cioè la dissoluzione mediante mobilizzazione e allungamento delle aderenze tissutali al fine di ripristinare la mobilità dei tessuti. Nello specifico, la miofibrolisi favorisce la mobilizzazione delle partizioni intermuscolari con due azioni principali: il pompage intravacuolare e il rilascio delle tensioni fibrillari, migliorando la qualità di scivolamento dei tessuti.
Il lavoro preparatorio che permette una reale efficacia della miofbrolisi è è l’anatomia palpatoria.

Più info

Il terapista, grazie a un’ottima conoscenza dell’anatomia di superficie, è in grado, attraverso la fibrolisi diacutanea, di normalizzare con precisione ed efficacia lo scorrimento dei tessuti muscolo-tendinei, neurovascolari e legamentosi. La fibrolisi miofasciale diacutanea è tra le tecniche la cui validità è dimostrata da numerose ricerche scientifiche e molti articoli ne validano la sua applicazione, in particolare nell’eliminazione dell’aderenza di origine traumatica, vascolare e neurale.
Il suo campo di applicazione è ampio e agisce:

  • Nelle adesioni fibrose a seguito di lesioni
  • Nelle aderenze e fibrosi post-chirurgiche
  • Nelle principali algie del sistema muscoloscheletrico: tendinopatie, entesite, epicondilite, pubalgie, lombalgie, cervialgie.
  • Nelle principali nevralgie: cervicobrachialgia, nevralgia di Arnold, sciatalgia.
  • Sindromi trofiche: algodistrofia, sindromi canalicolari.

Sedi e Date

✅ Vicenza: 14-15 novembre 2026

NUMERO POSTI: 22
TERMINE CHIUSURA ISCRIZIONI: 15 ottobre 2026

(Una volta chiuse le iscrizioni, contattare la segreteria per sapere se rimangono posti disponibili)

Programma

GIORNO 1:

Fondamenti Teorici e Applicazioni Pratiche di Base:

– Introduzione alla fibrolisi Miofasciale Diacutanea
– Presentazione del contesto storico e sviluppo della tecnica
– Analisi delle basi fisiologiche che spiegano l’efficacia della Fibrolisi Miofasciale

Anatomia Funzionale del Tessuto Connettivo:
– Studio approfondito della struttura e delle funzioni del tessuto connettivo.
– Ruolo del tessuto fasciale nel movimento e nella stabilità articolare.

Descrizione Tecnica della Fibrolisi Miofasciale Diacutanea:
– Dettagli sui principi della tecnica: come e quando applicare la Fibrolisi Miofasciale
– Strumenti utilizzati: funzioni e corretto utilizzo.

Indicazioni e Controindicazioni:
– Patologie idonee al trattamento e quando evitare l’uso della tecnica.
– Casi clinici in cui la Fibrolisi offre maggiore efficacia.

Strategie di Trattamento e Pianificazione della Terapia:
– Come strutturare un piano di trattamento personalizzato in base alle condizioni cliniche del paziente.
– Definire la durata e la frequenza del trattamento a seconda della gravità della patologia.

Diagnosi Differenziale/ Diagnosi palpatoria:
– Come distinguere le patologie muscolo-scheletriche simili e scegliere il trattamento più adatto.
– Utilizzo della palpazione diagnostica per identificare i punti di tensione fasciale.

Approccio Pratico alla Fibrolisi:
– Dimostrazione della tecnica e prime esercitazioni pratiche su aree anatomiche semplici.
– Applicazione pratica della tecnica su strutture come la bandelletta ileotibiale.

Esercitazioni su Patologie Comuni:
– Tendinopatia Achillea: Approccio diagnostico e trattamentale.
– Sindrome Rotulea: Valutazione funzionale e applicazione della Fibrolisi per ridurre dolore e disfunzioni.

GIORNO 2:

Approfondimento della Tecnica e Applicazione varie
Diagnosi Palpatoria Avanzata e Fibrolisi Miofasciale:

– Cervicalgia: Identificazione delle restrizioni fasciali e trattamento delle disfunzioni cervicali.
– Tunnel Carpale: Diagnosi differenziale tra compressioni nervose e problematiche muscolari.
– Epicondilite Laterale (Tennis Elbow): Trattamento della tendinopatia e delle aderenze fasciali associate.

Gestione di Casi Particolari:
– Aponeurosite Plantare: Approccio globale per la riduzione della tensione fasciale e miglioramento della biomeccanica del piede.
– Contrattura dei Muscoli Erettori del Rachide: Tecniche per ridurre la rigidità e aumentare la mobilità.

Tecniche Complementari
– Approccio Periostale e “Grattage”:
– Utilizzo del “Grattage” su punti di infiammazione cronica e fibrosi.
– Tecniche di rilascio periostale su aree a rischio di disfunzione muscolo-scheletrica.

Condizioni Cliniche Trattate nel Corso
Durante il corso verranno affrontate diverse patologie muscolo-scheletriche :

– Tendinopatie: Riduzione del dolore e miglioramento della funzionalità.
– Rotture Muscolari: Trattamento post-lesione per facilitare la guarigione.
– Falsa Sciatica: Decompressione del nervo sciatico minore e tecniche di rilascio fasciale.
– Lesione del Tendine di Achille: Approccio post-ricostruzione per migliorare la mobilità.
– Sindrome Compartimentale: Trattamento per ridurre la pressione nei compartimenti muscolari.
– Pubalgia: Decompressione e rilascio delle tensioni muscolari e fasciali.
– Fascite Plantare e Spina Calcaneare: Riduzione delle aderenze fasciali per migliorare la biomeccanica del piede.
– Trattamento dei Retinacoli: Lavoro su retinacoli tesi per facilitare il movimento articolare.
– Trocanteriti: Trattamento dell’infiammazione dell’anca con tecniche fasciali.
– Lombalgie e Dorsalgie: Approccio al rilascio miofasciale per ridurre la rigidità e il dolore alla schiena.
– Cervicalgie: Tecniche di rilascio per migliorare la mobilità cervicale.
– Sindrome dello Stretto Toracico: Riduzione della compressione neurovascolare con il rilascio fasciale.
– Sindrome Subacromiale: Trattamento per migliorare la funzionalità scapolare e ridurre il dolore.
– Triangolo dei Muscoli Rotondi: Trattamento specifico per la riduzione della tensione muscolare.
– Epicondiliti ed Epitrocleiti: Approccio per migliorare la mobilità e ridurre il dolore dell’epicondilo laterale e mediale.
Sindrome di De Quervain: Rilascio fasciale per ridurre la compressione tendinea.
– Sindrome del Tunnel Carpale e del Canale di Guyon: Tecniche di decompressione nervosa per migliorare la funzionalità della mano.
– Trattamento delle Cicatrici: Tecniche per il rilascio delle aderenze cicatriziali e il miglioramento della mobilità dei tessuti.

Docente

Arnaud Simon

Arnaud Simon

clicca sul nome docente per visualizzare il CV

Crediti ECM

Il corso eroga 30 crediti ECM per Fisioterapisti attraverso il FAD abbinato al corso:
“Approccio alla terapia manuale viscerale” accreditato anche per Medici, e le altre figure sanitarie.
Provider ECM n°6058 – GECO Formazione
Il coupon per accedere al videocorso ed ottenere gli ECM verrà inviato appena terminato il corso in presenza.


Info Varie

Durata:

Il corso si articola in 1 seminario di 2 giorni

Orario del corso:

1° giornata: 9.00-13.00/14.00-18.30
2° giornata: 9.00-13.00/14.00-17.30

Materiale didattico:

  • Files digitali
  • Pennarelli per il tracciato di muscoli e nervi (si consiglia comunque di venire muniti di uno o 2 pennarelli, possibilmente dermografici, personali).
  • Kit composto da 5 diversi Miofibrolisori incluso nel costo del corso. Il Kit ha un valore di 110 euro.

Scopri il kit di 5 Fibrolisori in omaggio

I fibrolisori sono costituiti da poliammide, materiale che ha il vantaggio di avere una plasticità che permette di avere un feeling di lavoro superiore rispetto a quelli in metallo e quindi informazioni supplementari sul rilascio tissutale.

Altro vantaggio della poliammide rispetto al metallo è che non essendo fredda,  non genera contrazione riflessa sui tessuti del  che andiamo a trattare, ed è complessivamente accettato molto meglio dai pazienti.

Le curve e le spatole sono state progettate per migliorare l’efficienza e il comfort del paziente.

Il set, fornito in una borsa di cotone per favorire il trasporto, possiede 5 elementi per adattarsi in modo ottimale al volume di tessuto da trattare in base a ciascuna regione del corpo e alle diverse morfologie.

Fibrolisore 1: per il trattamento di legamenti ed elementi superficiali (retinacoli, nervo di Arnold ecc.)

Fibrolisore 2: progettato per i muscoli con di piccolo volume (epicondiloidei, arco plantare, colonna cervicale, gamba ecc.)

Fibrolisore 3: gancio intermedio che può essere utilizzato per l’arto superiore o inferiore a seconda della sagoma del paziente

Fibrolisore 4: per muscoli voluminosi della coscia o della spalla

Fibrolisore 5: adatto a superfici piane come i muscoli spinali, la massa comune lombare o le masse muscolari importanti di alcuni sportivi. È molto versatile, grazie all’angolo di attacco della spatola molto aperto, permette anche di lavorare le persone con pelle fragile o iperestesia.

Il Fibrolisore 5 “speciale schiena” è un’esclusiva di questo Kit ed è molto difficile da trovare nei set di altre case produttrici.

Il design originale del Fibrolisore 5 presenta diverse peculiarità fondamentali:
La sua curvatura molto aperta permette di adattarsi alle superfici morfologiche piane come il dorso mantenendo un ancoraggio sufficiente per uncinare efficacemente i tessuti. Infatti, una curvatura troppo importante del gancio rende la tecnica difficile da realizzare quando si lavora su superfici con un rilievo poco pronunciato come i muscoli spinali. Il volume tissutale della massa paravertebrale non sempre permette di riempire la curvatura del gancio, rendendo la tecnica inefficace e dolorosa per il paziente. L’angolo di attacco della spatola rispetto alla pelle è nettamente più aperto rispetto a quello dei ganci convenzionali, il che presenta diversi vantaggi:

un migliore comfort per il paziente, in particolare per le persone con apprensione nei confronti della tecnica
un contatto meno traumatico della spatola in caso di fragilità cutanea, capillare o negli anziani
-un rilascio dei piani di scorrimento non aggressivo che rispetta il tessuto fasciale di collegamento tra i diversi elementi anatomici da uncinare

Esempi di applicazione del fibrolisore 5:

Esempio 1:
Rilascio della contrattura dei muscoli spinali dorsali:
il terapista posiziona la spatola nello spazio tra il processo spinoso e la massa paravertebrale ricoperto dal muscolo grande dorsale fino alla 12° vertebra dorsale e dal trapezio fino all’occipite. Quindi, dispone il tessuto muscolare nella curvatura del gancio e tira trasversalmente per liberare la tensione muscolare.
La precisione della tecnica permette anche di liberare il ramo dorsale del nervo intercostale e l’arteria adiacente.
Si rivela molto efficace per liberare le contratture paravertebrali o per preparare una tecnica manipolativa.

Esempio 2:
Rilascio intermuscolare nella sciatalgia e nelle lesioni dei muscoli ischio-crurali:
l’operatore uncina il muscolo semi tendinoso rispetto al bicipite crurale, ciò permette la liberazione degli scivolamenti tra questi due muscoli ricorrenti nelle lesioni muscolari della loggia posteriore della coscia nell’atleta. La tecnica ha anche l’effetto di liberare le fibrosi del piano più profondo tra i muscoli posteriori della coscia e il grande adduttore in cui si trova la catena neuromeningea del nervo sciatico. Questa tecnica è particolarmente efficace nelle sciatalgie che causano dolori cronici della sede posteriore della coscia.

In conclusione, questo quinto gancio aumenterà il campo terapeutico della tecnica, specialmente nella zona peri-spinale.
La forma innovativa della curvatura, unita alla qualità di aggancio, permette di utilizzarla in un gran numero di aree anatomiche.
L’angolo di attacco della spatola, nuovo nel suo genere, limita anche le controindicazioni e rende la tecnica più confortevole per il paziente.

La sua efficacia e il suo comfort sono stati unanimemente approvati dai Fisioterapisti dell’importante Istituto Nazionale dello Sport Francese INSEP

Perché seguire la formazione?

Perché il docente Arnaud Simon è anche un rinomato insegnante di  fibrolisi diacutanea, anatomia palpatoria e neurodinamica presso l’universita di Marsiglia  (IFMK – corso di laurea per Fisioterapisti).
La tecnica di MioFibrolisi presuppone una buona conoscenza dell’anatomia palpatoria e in questo corso avrete modo di imparare le tecniche in modo rigoroso memorizzando i distretti sui quali andare a lavorare.

Perché è l’unico corso di mofibolisi in Italia in cui il kit di Fibrolisori originali della “Boreas” ti viene omaggiato dall’organizzazione.

La diagnosi palpatoria permette di completare e di verificare i risultati di un bilancio visuale. Permette principalmente di localizzare, interpretare e identificare la struttura in deficit relazionandola al dolore descritto dal paziente.

Esercitarsi in diagnosi palpatoria permette di far evolvere il proprio «tocco terapeutico» e di acquisire una memoria delle sensazioni palpatorie in un rigoroso quadro di rispetto delle tappe diagnostiche.

In caso di eventi patologici, il corpo umano può tentare di riparare il tessuto, in maniera non sempre ottimale, creando le cosiddette “cicatrici”, che possono essere nodulari oppure delle aderenze fibrose. La Fibrolisi Miofasciale Diacutanea cerca di avviare o accelerare il processo di riassorbimento, riportando il tessuto in condizioni di normalità.

La fibrolisi ha mostrato una grande utilità non solo a fini terapeutici, ma anche diagnostici; infatti, si è in grado di localizzare eventuali formazioni fibrose nei tessuti molli; i fibrolisori, grazie alla loro particolare forma, permettono l’esplorazione e la localizzazione di processi reattivi.

Metodica supportata da numerose ricerche EBM.

Questa tecnica viene proposta per completare l’arsenale terapeutico del Terapista in un contesto metodologico rigoroso e basato sulla diagnosi palpatoria.

Perché seguire la formazione? 

Perché il docente Arnaud Simon è anche un rinomato insegnante di  fibrolisi diacutanea, anatomia palpatoria e neurodinamica presso l’universita di Marsiglia  (IFMK – corso di laurea per Fisioterapisti).
La tecnica di MioFibrolisi presuppone una buona conoscenza dell’anatomia palpatoria e in questo corso avrete modo di imparare le tecniche in modo rigoroso memorizzando i distretti sui quali andare a lavorare.

Perché è l’unico corso di miofibrolisi in Italia in cui il kit di Fibrolisori originali della “Boreas” ti viene omaggiato dall’organizzazione.

La diagnosi palpatoria permette di completare e di verificare i risultati di un bilancio visuale. Permette principalmente di localizzare, interpretare e identificare la struttura in deficit relazionandola al dolore descritto dal paziente.

Esercitarsi in diagnosi palpatoria permette di far evolvere il proprio «tocco terapeutico» e di acquisire una memoria delle sensazioni palpatorie in un rigoroso quadro di rispetto delle tappe diagnostiche.

In caso di eventi patologici, il corpo umano può tentare di riparare il tessuto, in maniera non sempre ottimale, creando le cosiddette “cicatrici”, che possono essere nodulari oppure delle aderenze fibrose. La Fibrolisi Miofasciale Diacutanea cerca di avviare o accelerare il processo di riassorbimento, riportando il tessuto in condizioni di normalità.

La fibrolisi ha mostrato una grande utilità non solo a fini terapeutici, ma anche diagnostici; infatti, si è in grado di localizzare eventuali formazioni fibrose nei tessuti molli; i fibrolisori, grazie alla loro particolare forma, permettono l’esplorazione e la localizzazione di processi reattivi.

Metodica supportata da numerose ricerche EBM, questa tecnica viene proposta per completare l’arsenale terapeutico del Terapista in un contesto metodologico rigoroso e basato sulla diagnosi palpatoria.

Condizioni Cliniche Trattate nel Corso

Durante il corso verranno affrontate diverse patologie muscolo-scheletriche :

– Tendinopatie: Riduzione del dolore e miglioramento della funzionalità.
– Rotture Muscolari: Trattamento post-lesione per facilitare la guarigione.
– Falsa Sciatica: Decompressione del nervo sciatico minore e tecniche di rilascio fasciale.
– Lesione del Tendine di Achille: Approccio post-ricostruzione per migliorare la mobilità.
– Sindrome Compartimentale: Trattamento per ridurre la pressione nei compartimenti muscolari.
– Pubalgia: Decompressione e rilascio delle tensioni muscolari e fasciali.
– Fascite Plantare e Spina Calcaneare: Riduzione delle aderenze fasciali per migliorare la biomeccanica del piede.
– Trattamento dei Retinacoli: Lavoro su retinacoli tesi per facilitare il movimento articolare.
– Trocanteriti: Trattamento dell’infiammazione dell’anca con tecniche fasciali.
– Lombalgie e Dorsalgie: Approccio al rilascio miofasciale per ridurre la rigidità e il dolore alla schiena.
– Cervicalgie: Tecniche di rilascio per migliorare la mobilità cervicale.
– Sindrome dello Stretto Toracico: Riduzione della compressione neurovascolare con il rilascio fasciale.
– Sindrome Subacromiale: Trattamento per migliorare la funzionalità scapolare e ridurre il dolore.
– Triangolo dei Muscoli Rotondi: Trattamento specifico per la riduzione della tensione muscolare.
– Epicondiliti ed Epitrocleiti: Approccio per migliorare la mobilità e ridurre il dolore dell’epicondilo laterale e mediale.
Sindrome di De Quervain: Rilascio fasciale per ridurre la compressione tendinea.
– Sindrome del Tunnel Carpale e del Canale di Guyon: Tecniche di decompressione nervosa per migliorare la funzionalità della mano.
– Trattamento delle Cicatrici: Tecniche per il rilascio delle aderenze cicatriziali e il miglioramento della mobilità dei tessuti.

Obiettivi

Obiettivi

  • Identificare e differenziare le strutture anatomiche palpabili;
  • Conoscere e mettere in pratica le differenti tappe della diagnosi palpatoria delle diverse strutture;
  • Differenziare il fisiologico dal patologico;
  • Padroneggiare la tecnica della Miofibrolisi Diacutanea;
  • Relazionare le patologie loco-regionali con la tecnica della Fibrolisi Diacutanea.
  • Applicare la Fibrolisi alle principali patologie del sistema osteoarticolare, vascolare e neurale come: la sindrome del tunnel carpale, l’epicondilite, la sciatalgia, la cervicobrachialgia…
    vedi l’ approfondimento “condizioni cliniche trattate ne corso” per saperne di più

Iscriviti al corso

Il corso ha un costo complessivo di € 560
L’iscrizione è di € 140

può essere pagata con bonifico bancario, Pay Pal o carta di credito

La quota a saldo di € 420 va saldata con bonifico bancario 10 giorni prima dell’inizio del corso.

⬇⬇Le coordinate bancarie sono⬇⬇
Intestazione: Fisiocorsi S.R.L.S.
IBAN: IT41 L083 4474 2700 0000 4879 068
causale: corso miofibrolisi (+ sede del corso)

Una volta compilato il modulo d’iscrizione e selezionato come metodo di pagamento il bonifico bancario, mandare copia della contabile a info@fisiocorsi.it

📣PROMOZIONI ATTIVE📣

valide pagando unicamente tramite bonifico bancario

Promo PAGA TUTTO SUBITO
paga subito l’intero importo con un unico bonifico ENTRO SESSANTA GIORNI PRIMA DELL’INIZIO DEL CORSO e hai uno sconto del 5% = 532 euro invece di 560

Promo PORTA UN AMICO

Iscriviti con un amico, entrambi avrete il 5% di sconto sul prezzo dell’intero corso (offerta cumulabile con la promozione “paga tutto subito”): 532 senza “pago tutto subito” e  504  se cumulata con “pago tutto subito”.

Promo GRUPPI
Iscrivetevi in tre o più persone, abbiamo sconti speciali riservati ai gruppi: contattaci per saperne di più!

Promo Studenti 3° ANNO
Per gli studenti iscritti al 3° anno della Laurea in Fisioterapia è previsto uno sconto del 5% (offerta cumulabile con le altre promo): 532 € senza “pago tutto subito” e 504 se cumulata con “pago tutto subito”.

Nota Bene:
l’iscrizione è pagabile con Pay Pal, carta o bonifico.
La quota a saldo va effettuata con Bonifico Bancario

Effettua l’iscrizione al corso

Inserirai la sede del corso in fase di checkout

Prezzo riferito al solo costo d’iscrizione

140,00

Scopri i corsi correlati, per una formazione completa

Vuoi maggiori informazioni?

Contattaci per maggiori informazioni

Consenso al trattamento dei dati personali